WhatsApp e assistente
Il tuo team lo usa anche se non apre il gestionale.
Chi lavora in cantiere non apre un software: scrive un messaggio. Su WhatsApp, al numero aziendale, registra le ore, manda la foto dello scontrino, chiede le ferie. Dentro Pleya, l’assistente fa lo stesso e ti risponde coi dati veri.


WhatsApp, quello che il team usa già
Nessuna app da installare e nessuna password da ricordare: si scrive al numero aziendale. La prima volta il numero si verifica con un codice mandato all’email di lavoro, e da lì funziona.
- «Ho fatto 8 ore sul progetto Rossi», e le ore sono registrate.
- Foto dello scontrino: diventa una nota spese con importo e categoria.
- «Quante ferie mi restano?», «chiedo tre giorni a novembre».
- Le azioni che scrivono qualcosa si confermano rispondendo in chat: niente sorprese.
Dentro Pleya, un assistente che ha già letto i tuoi dati
Sta in una colonna accanto alla pagina e sa cosa stai guardando: chiedi «quanto manca da incassare?» e risponde su quella fattura. Chiedi le fatture emesse e te le disegna — numero, cliente, importo, stato, e il clic che apre il documento.
- Le schede le costruisce il server dai tuoi dati: gli importi e i collegamenti sono veri.
- Vede solo quello che vedresti tu: gli stessi permessi, nessuna scorciatoia.
- Per scrivere qualcosa aspetta il tuo tocco.
I tuoi dati restano tuoi
Non vengono usati per addestrare nessun modello. Il consumo è tracciato e ha un limite mensile per piano: l’assistente non può far esplodere la spesa, e l’azienda vede sempre quanto le resta.
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